Non avevo perso, nel frattempo, il contatto con gli "Astratti", il mio primo gruppo a Livorno. Decidiamo di iscriverci ad uno dei tanti concorsi musicali attraverso i quali i gruppi dell'epoca cercavano un lancio: il Festival di Quinto. Fatto sta che uno dei componenti del mio gruppo, il chitarrista, non si presenta: non possiamo rischiare di mandare tutto a monte, ora che siamo già iscritti…Il primo nome che mi viene subito in mente è inevitabilmente quello di Vittorio: lui aveva abbastanza versatilità da integrarsi nel mio gruppo ed la sua chitarra Hofner avrebbe fatto il resto. Poi gli resi il favore, quando mi chiamò a suonare nel suo gruppo, i "Goldfingers". Ci intendevamo, la cosa poteva funzionare, così mi decisi per l'acquisto di una strumentazione più adeguata: un Farfisa De Luxe con cui avrei accompagnato la band, visto che la cosa stava diventando ormai qualcosa di più che un semplice progetto ed io ero ormai stabilito definitivamente a Genova.
E' stato proprio passeggiando, un giorno, per le vie della città, nella Galleria Mazzini, che non ho potuto fare a meno di fermarmi davanti ad una vetrina di chincaglierie di ogni genere: un curioso folletto aveva attirato in modo particolare la mia attenzione e, così, sono entrato nel negozio. Mi spiegarono che era un Troll, una creatura della mitologia nordica, un essere misterioso nato dalle forze della natura. Non so se mi sia venuta immediatamente in testa l'idea di farne il nome di un gruppo, fatto sta che compro il pupazzetto, fosse solo per il fatto che aveva attirato la mia curiosità con il suo sguardo tra il misterioso e il simpatico. Decido di portarlo agli amici dei "Goldfingers" e, senza neanche pensarci troppo, propongo: "Ragazzi, vogliamo dare al nostro gruppo il nome di questo pupazzetto?" Bene: la "creatura del destino" sembra aver fatto il suo gioco, lanciato il suo incantesimo su quei giovani musicisti sempre alla ricerca di nuove strade: "Trolls" sarebbe stato il nuovo nome del gruppo! Era il 1965.