Il calcio, altra mia grande passione! Ma ancor più grande quella per la musica, che mi costrinse ad una scelta "dolorosa". Per qualche tempo calcio e musica andarono di pari passo: poi, per via di impegni precisi di contratto con la nostra etichetta, "La Voce del Padrone", fui costretto a lasciare una promettente carriera da ala tornante, un ruolo in cui ti facevi un sacco di chilometri di corsa: ero stato richiesto da Lazio e Fiorentina, pensate un po'…
Nel 1966 "Il Telegrafo", quotidiano di Livorno, mi dedicava un articolo intitolato "Da calciatore a cantautore"..!

Tornando alla nostra band, siamo andati avanti per circa un anno; poi il bassista Ugo Guido, che voleva diventare ingegnere, lasciò la musica per motivi di studio. Ora abita a Manila, ha portato a termine quello che si era prefissato: era quello che, tra tutti noi, aveva più i piedi per terra… Del resto, il 1967 è stato un po' un anno di "stravolgimento" per il gruppo: anche gli altri componenti ebbero vari problemi e finirono col prendere strade diverse per motivi di studio o familiari, quindi i "Trolls" furono costretti a rinnovarsi in tutta la formazione. Oltretutto i concorsi andavano scemando: eravamo più orientati verso date nei locali.
Cominciammo ad inserire i fiati, era l'avvento del Rhitm and Blues. Anche in questo eravamo decisamente avanti agli altri ma…forse lo eravamo fin troppo: al costo di non essere capiti. Con il nostro terzo 45 giri intitolato "Il mondo che vuoi" e "Nel silenzio di questo grande mondo" cominciavamo, inoltre, un certo discorso sul sociale, rivolto alla nostra società un po' "zoppicante".