Eddie Ponti presenta la manifestazione che vedrà coinvolti sessantaquattro tra cantanti e gruppi. Voglia di farsi largo per chi si affaccia per la prima volta davanti ad un pubblico così numeroso: è il caso del Banco del Mutuo Soccorso, con il suo messaggio sociale già nel nome della band. Analogo caso per il gruppo "Non calpestare le aiuole". Voglia di strappare ancora qualche minuto di esibizione, contro le minacce dal backstage: "Venti minuti, non de più: se sforate ve stacco la corente!"
Trecento lire il prezzo del biglietto: praticamente simbolico, considerando che un ghiacciolo ne costava cento, per dare una certa copertura alle spese, ma le reti del parco vengono presto divelte: per anni sono rimaste così, piene di buchi qua e là; sostituite, sono state di nuovo "aperte" da improvvisati sciatori e bobbisti che, in occasione della grande nevicata del 1986, cercavano piste da cui lanciarsi. Soluzione definitiva: robuste sbarre e cancelli ancora al loro posto. Il sole del tramonto cala lentamente dietro il palco nella valle e comincia il Festival. Cominciano, naturalmente, anche le proteste degli abitanti del quartiere, disturbati dal rumore: la minaccia di fermare tutto diventa concreta, tanto che l'organizzatore del festival prende in mano la situazione
Niente cellulari (a parte i già citati camioncini della polizia..!) a disposizione: non resta che fare avanti e indietro dalla Villa ad un vicino bar per telefonare ai vigili, tranquillizzare, dichiarare che si dispone di tutti i permessi, assicurare il termine del tutto entro la mezzanotte: "Se fermo tutto alle dieci e mezza, quando dovranno esibirsi i Van Der Graaf Generator, ci sarà la rivoluzione". Fatica da non credersi, ma obiettivo raggiunto: il Festival può andare avanti, con buona pace e tanta pazienza di chi, il giorno dopo, sarebbe andato a lavorare.
Niente contaminazioni politiche, come si diceva prima: i tentativi di "strumentalizzare" quella che era nata come una festa di giovani e di musica vengono fermati rapidamente e senza inconvenienti: un gruppo di extraparlamentari di sinistra vorrebbe salire sul palco per invitare a partecipare ad una manifestazione contro la guerra in Vietnam, ma la musica ha una voce ancora più forte di quella della politica e i contestatori di turno vengono praticamente cacciati via dagli Osanna!. Qualche bandiera del Vietnam del Nord sventola tra il pubblico; un carro armato preso in affitto dallo sfascio da due addetti della RCA e coperto di decalcomanie a fiori comprate in cartoleria è l'insegna pacifista dei Trip. Anni stupendi prima che la politica, col suo volersi "impossessare" della musica come canale dei suoi messaggi, rovinasse quell'atmosfera dall'aria magica, elettrica ed ingenua allo stesso tempo.
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