Salvo per miracolo! Grazie ad un cane di Sturla! Lasciate che vi racconti l'episodio. Un sabato mattina ero a Sturla, alloggiavo nell'albergo ristorante di Vittorio: un posto incredibile, era un vecchio convento. Nei day off mi fermavo all'hotel e dormivo nella stanza del fratello di Vittorio. Quella mattina di sabato avevo ritirato dalla lavanderia, che si trovava di fianco all'hotel, la mia biancheria, tra cui un paio di pantaloni bianchi appena lavati e stirati. Arrivò in piazzetta Vittorio con la sua Maserati Ghibli, da poco acquistata e mi chiese se volevo fare un giro con lui. Mentre parlavo con Vittorio ed un suo amico, mi si avvicinò un cane, senza che me ne accorgessi: sentito l'odore e il calore che emanavano i miei pantaloni appena stirati…mi fece un regalino, facendo la pipì sui pantaloni! Risata generale! Con mio grande imbarazzo corsi in hotel per cambiarmi i pantaloni, chiedendo a Vittorio di aspettarmi. Quando ritornai in piazzetta Vittorio e il suo amico se ne erano già andati a provare la macchina. Fu la mia salvezza.
Dopo un po' arrivò in piazzetta uno dei ragazzi che bazzicava Sturla, annunciando che c'era stato un incidente a Quinto o Quarto, non ricordo bene: era successo che, prendendo la curva un po' troppo forte (oltretutto stava anche piovendo), Vittorio si era schiantato con il suo Maserati addosso al monumento che si trova in curva, sfasciando
l'auto e ferendo in modo abbastanza grave il passeggero, mentre lui non si era fatto niente: solo delle ammaccature.
Devo ringraziare quel cane per avermi fatto la pipì sui pantaloni: forse mi ha salvato la vita..! Non tutto il male vien per nuocere, è proprio il caso di dirlo.
In quel periodo i Ragazzi viaggiavano alla grande. Nico aveva un Maserati Ghibli, Vittorio, dopo l'incidente, si prese un Ferrari, mentre Giorgio D'Adamo aveva una Lamborghini Miura.
Per la strumentazione avevamo un furgone Mercedes, mentre i Ragazzi, per viaggiare tutti assieme avevano, inizialmente, un Mercedes 300 automatico, poi cambiato con uno più nuovo ma di cilindrata inferiore: un 200 benzina.
Purtroppo quasi tutti i mezzi sopra citati sono andati distrutti: il Miura di Giorgio fu distrutto a Roma in un incidente con altre sei auto ai Parioli (era il periodo Romano dei New Trolls).
In quegli anni i rapporti con gli artisti erano diretti, non c'erano
intermediari: si dialogava si litigava, ma sempre costruttivamente.
I rapporti non erano solo tecnici o di lavoro: erano di più. Erano anche umani; d'altronde avevamo più o meno la stessa età: certo le aspettative erano diverse, i ruoli ben definiti ma, nonostante questo, ci si divertiva o si soffriva allo stesso modo.
Ora invece è cambiato tutto, i vari gruppi o cantanti si rivolgono ai service, i quali forniscono loro tutto quello di cui hanno bisogno: proprio come quando si va ad un autonoleggio per prendere una macchina con autista.
Non esiste più quel contatto che io definisco umano e che aiuta e ti
aiuta a crescere insieme: ora non è più possibile o, almeno io, non
l'ho più riscontrato in questi ultimi anni in cui ho avuto modo di
fare gli ultimi lavori.
Non vi ho ancora raccontato di quando, con i Ragazzi, si lavorava in qualche locale per più di qualche serata e, così, nascevano delle speciali jam session.
Ricordo un locale di Torino, credo che si chiamasse il Garages: era ubicato sotto ad un palazzo vicino al centro di Torino. Assieme ai Trolls c'era un'altro gruppo di cui non ricordo il nome, però mi ricordo benissimo il cantante: era il grande Demetrio Stratos. Cantava come un bluesman, aveva già allora delle doti incredibili, all'avanguardia per quegli anni.
Se qualcuno non lo sapesse, Demetrio aveva delle corde vocali particolari: riusciva ad emettere dei suoni composti. Ricordo che, prima di mancare (Demetrios è morto diversi anni fa) veniva a Padova, dove collaborava con degli specialisti, medici universitari, che studiavano le sue corde vocali per capire come riuscisse ad emettere certi suoni..!
Altra jam session a cui ebbi modo di assistere fu quella tenuta in una cantina di un paese fuori Napoli, credo Nola, al termine di una festa in un locale molto piccolo, tipo cantina, fumosa, con pochissime luci: era un MacP, tipica festa dei ragazzi dei Licei. Dopo la performance dei Trolls salì sul palco un ragazzotto piuttosto tarchiato: aveva più l'aspetto di un buttafuori che di un musicista ma, quando iniziò a suonare la chitarra, i Ragazzi non ci misero molto a seguirlo e ad improvvisare con lui, entusiasmando tutti i presenti che stavano assistendo ad una cosa unica: la fusione musicale di due realtà ben diverse per l'epoca, cioè dei musicisti come i Trolls, autori di canzoni all'italiana, anche se diverse dallo standard dell'epoca, con un musicista che suonava il Blues. Altri non era che il Grande Pino Daniele.A distanza di anni, ho incontrato Pino alla Musical Box, un mega store di Verona che gli fornisce ufficialmente le chitarre e anche l'organo hammound per i suoi concerti. Facendomi riconoscere, gli accennai se si ricordava di quella esibizione con i Trolls: non solo si ricordava, ma aggiunse anche che dovettero staccare la corrente perché non volevano saperne di smettere di suonare: era vero!
Altra situazione di jam session: in un paesino all'interno dell'Emilia, in un locale vicino a Porretta Terme, dove ci si trovò a fare una serata con la Formula Tre. Iniziarono i Trolls, poi via via si inserì Alberto Radius, poi il tastierista Livornese, di cui non ricordo il nome, poi ancora gli altri musicisti. Per ultimo il grande Lucio Battisti! Di sicuro chi era presente, come il sottoscritto, si ricorderà per tutta la vita quella magica serata.
In quelle performances quello che risaltava di più nei Trolls erano sempre le voci soliste e i cori: all'unisono nelle varie tonalità, venivano valorizzate al massimo in ogni brano che eseguivano.
Negli anni a venire non ho più sentito nessun gruppo con delle voci come loro, impastate nel modo giusto da farti venire la pelle d'oca.
Altra collaborazione fu quella con Ornella Vanoni, in una tournée teatrale: io facevo il responsabile per l'installazione, subentrando ad un'altro collega che, per ragioni personali, lasciò anzitempo la tournée. Il fonico allora era Lucio Fois che, con Ornella, cantava un pezzo allora in voga che la cantante aveva registrato con Gepy and Gepy. Vi assicuro che chi ha assistito a quel concerto non lo dimenticherà tanto facilmente: la voce sensuale, magica di Ornella con l'impasto dei cori e controcanti dei Trolls creavano un'atmosfera magica, offrendoti delle sensazioni incredibili, difficili da spiegare.
Per ritornare in tema di burle: visto che i Trolls erano sempre pronti a fare ed accettare gli scherzi, al termine della tournée con Ornella, in teatro a Napoli, mi lasciarono organizzare uno scherzo.
Solitamente in tutte le commedie o tournée teatrali musicali, alla fine si usa fare degli scherzi, così organizzai la cosa in questo modo: Ornella, alla fine dello spettacolo, che finiva con una canzone fantastica "Gli amori finiti", dalla posizione avanzata nel boccascena si spostava all'indietro, rimanendo rivolta verso il pubblico; poi allargava le braccia per essere accompagnata dai Trolls, che la prendevano per mano e avanzavano di nuovo verso il pubblico tutti assieme. E così fu anche quella volta, l'ultima di quella tournée: solo che, quando volse lo sguardo per ringraziare i Trolls, si trovò con tutti i tecnici che avevano partecipato alla realizzazione dello spettacolo. Da grande professionista quale era ci applaudì unendosi al pubblico che, avendo capito cosa succedeva, ci regalò quell'applauso. Grazie Ornella!
Non so come sia andata quella volta in uno studio di registrazione e di prove situato in centro a Genova, ma so che Nico, Gianni e Ivano Fossati con altri musicisti, provarono quel pezzo con cui poi Fossati si sarebbe messo in luce sul palcoscenico musicale nazionale, e cioè "Jesahel". Questo per puntualizzare che, in quei tempi, le collaborazioni iniziavano ad espandersi anche al di fuori del gruppo New Trolls.
Sempre in tema di collaborazioni: una sera sul tardi, nella prima discoteca di Genova, situata proprio nel centro della città, ebbi modo di parlare con un Grandissimo della canzone Italiana: Fabrizio De Andrè. Ebbi modo di parlare sia della sua collaborazione ad un trentatré dei Trolls, che del suo disco sui Vangeli Apocrifi, chidendogli il perché di una scelta tanto ardita. Mi rispose semplicemente: "Perchè nessuno ha mai toccato quell'argomento. Non è una cosa dissacratoria, ma solo una mia scelta nel volere interpretare musicalmente ciò che essi rappresentano per me".