Registrazione del "Concerto grosso n. 1"

Anna e Roberto come vi accennavo nella mail che vi ho inviato, sono passati molti anni per cui i miei ricordi si sono un po' appannati, comunque ci provo lo stesso. Con l'andare del tempo si acquisiva sempre più esperienza sul fatto di riuscire ad utilizzare i microfoni per amplificare gli strumenti dei New Trolls. Era il periodo in cui in Italia si affacciava prepotentemente Jan Anderson leader dei Jethro Tull, gruppo fantastico; Vittorio, che era ed è un polistrumentista, si esibì inizialmente con un sax, per poi passare al flauto. Forse qualche atteggiamento poteva dar l'idea che Vittorio copiasse Jan Anderson, ma vi posso assicurare che non era così: i pezzi arrangiati e suonati da Vittorio erano assolutamente originali! La cosa che allora mi faceva inebriare era le facilità con cui Vittorio ed anche Nico passavano da uno strumento all'altro con una naturalezza incredibile: Nico passava dalla chitarra al basso o alla fisarmonica, mentre Vittorio entrava con la chitarra per poi suonare l'organo Hammound e, quindi, esibirsi con il flauto!

A vederli era uno spettacolo: non c'era un gruppo allora, in Italia, che riuscisse ad eguagliare i New Trolls per l'innovazione che portavano nel campo delle voci e, soprattutto, nell'impiego di svariati strumenti durante i loro concerti. Per arrivare al periodo della registrazione del concerto grosso n.1: negli studi della Fonit Cetra a Milano, noi si arrivava quasi sempre da delle serate: più di qualche volta raggiungevamo a Milano di prima mattina direttamente dalla serata, dopo avere fatto qualche 300-400 km. Come minimo, trovavamo il cancello degli studi della Cetra chiuso, così ci si metteva a dormire nel camion fino a che non ci aprivano i cancelli. Una volta entrati, si scaricavano gli strumenti e montavamo l'intero stage e p.a. nello studio: questo perché i New Trolls volevano avere gli stessi suoni che avevano nelle serate.
Allora avevo l'impianto Davoli, il mixer era il TR12 (tra i primi mixer a transistor), le casse erano le Vulcan 100, il parco microfoni era composto da Shure sm45, dei Davoli krundall e altri che non ricordo. Il tutto veniva registrato dai tecnici della Cetra attraverso dei microfoni piazzati di fronte alle nostre casse, installate all'interno dello studio. Tutto questo veniva poi ripreso e si mixava con altre registrazioni fatte con dei microfoni da studio, tipo i Neuman U 87 AI valvolare, per migliorarne la qualità. Le registrazioni sono avvenute con le stesse modalità ed intensità di quando i New Trolls si esibivano nei concerti. Nico si poneva sotto ai tom di Gianni con il microfono della sua voce, per cui modificavo l'equalizzazione aggiungendo molti bassi per ottenere l'effetto di un larsen: praticamente portandolo al limite dell'innesco, così da allungare il suono che Gianni voleva ottenere appoggiando il suo mento al tom. Così tutto quel pezzo di Concerto Grosson.1 è stato registrato con il sistema sopra indicato. Naturalmente, al mixer all'interno dello studio ero io a fare i suoni, con le stesse equalizzazioni che usavo per i concerti. Ed ora, ripensando a come eravamo spartani, mi viene da sorridere! Per fare un esempio, un raffronto, con la tecnologia attuale: allora eravamo all'età della pietra. Dopo aver registrato e mixato veniva fatto un acetato, cioè veniva inciso un vinile vergine, così da avere una prima copia per sentire come la registrazione suonasse. Solitamente si ritoccavano alcuni passaggi del mix perché noi italiani non siamo mai riusciti ad ottenere una certa qualità specialmente sui bassi, cosa che, invece, avevano i dischi registrati negli Stati Uniti. Ricordo che, nel periodo in cui ero con i Rokes, gruppo inglese con etichetta Rca italiana, molti allora tentavano di mixare i loro pezzi negli Stati Uniti, cercando così di sopperire a quelle carenze tecniche che, purtroppo, avevamo qui in Italia. Se ho omesso qualcosa mi dovete perdonare ma la mia memoria perde colpi.