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Ciao,
veramente, come ho detto altre volte, preferisco rispondere a delle domande
(quando la risposta ce l'ho) piuttosto che raccontare. Per cui chiedete pure
e, se posso, rispondo più che volentieri anche a questioni tecniche
(tipi di suono, di tocco, di materiali usati) oltre che "di quale strumento
si tratta".
Sono pronto.
Ave
diBO
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Allora io inizierei dal primo dei defezionari.
Che tipo di tastiera/e usava (se le usava) Mauro Chiarugi?
Partecipava ai cori e/o agli arrangiamenti?
Ciao
GL
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Ciao,
non so assolutamente nulla del Chiarugi, se non il fatto che, a quell'epoca,
c'era poco da usare.
Il suono Hammond era sicuramente ottenuto da un Hammond, ma il modello non
lo so. Ipotizzo però che non fosse particolarmente prestigioso, in
quanto chi possedeva un B3 o un C3 lo faceva sapere a tutto l'universo.
Per quel che riguada il suo partecipare alla stesura dei brani, il suo apporto
era minimo, ridotto anche dal fatto che non partecipava ai cori, se non con
i raddoppi (esecuzione linea vocale eseguita anche da almeno un altro membro).
Ave
diBO
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Ok!
Risolta l'incombenza Mauro Chiarugi, che comunque invito di persona a partecipare,
passiamo al bassista Giorgio D'Adamo.
Saltando a piè pari la sua la partecipazione al canto, che sappiamo
scarsa se non inesistente, e il riconosciuto ruolo di compositore della parte
letteraria delle canzoni (musica, mai composta?), che ci dici del parco "quattro
corde" dal 1967 al 1980?
Ciao
GL
Ciao,
procedo a passo di gambero perché ho bisogno di un po' di tempo per
documentarmi.
Fermo restando che Giorgio ha sempre amato i Fender (e chi no?!?....), nel
periodo 78-80 ha privilegiato l'uso dei Gibson e Yamaha (soprattutto live
faceva spesso sfoggio di un Gibson Explorer limited edition e di un Thunderbird,
insieme a Nico che all'epoca adorava la Gibson Explorer).
Negli album "Aldebaran" e "New Trolls" ha utilizzato spesso
lo Yamaha (che nell'attacco ricorda molto i Rickenbacker) mentre i Gibson
li utilizzava nei brani più caldi ("Che Idea", "Aldebaran".....
"Quella carezza della sera" era un Fender).
Nel brano "Fuoco", il basso non lo suona lui ma.... (vediamo chi
sa chi è e che basso ha usato. Avete tempo fino al 10 dicembre!).
Nel periodo '70 usava quasi sempre il Fender (Jazz e Precision indistintamente)
e Rickenbacker.
Sulla questione del canto, paradossalmente Giorgio ha cantato tantissimo,
ma solo dal vivo. Pur non essendo dotato di buona voce ed essendo non preciso
nell'intonazione, riusciva a far scomparire tali difetti nei cori durante
i raddoppi. Questo ha avuto un fattore positivo nei cori dei NT, poiché
i raddoppi conferiscono spessore notevole e fanno sembrare che a cantare siano
più persone di quante non siano in realtà. Esiste una curiosità
su Giorgio alla voce: nel video di "Anche Noi", realizzato nell'ultima
puntata di "Luna Park", di cui il brano era sigla, i NT eseguivano
il brano in versione musical e con un arrangiamento che conteneva delle modulazioni
armoniche, il che portava a far cantare a Vittorio le parti che nel disco
che nel disco cantavano altri (Ricky e Gianni). Alla fine del brano, l'ultima
frase veniva cantata un pezzetto per uno in questa maniera:
Anche noi (Ricky)
Per volare ancora un po' (Gianni)
Anche noi (Vittorio)
Più lontano che si può (Nico)
Anche noi (Usai)
Se ci sei (Giorgio!!!)
Se ci stai (Vittorio)
Se mi vuoi (Nico).
In realtà Giorgio fa solo finta di cantare, perché, in realtà,
è Vittorio a cantare: quindi anche questa volta si conferma la regola
che Giorgio canta solo live.
Certo che Giorgio ha composto alcune parti melodiche, ma ricordate che la
squadra era GDA per i testi e VDS e NDP per le musiche, per cui, anche se
qualche volta GDA ha contribuito alle musiche, continuava a dichiarare solo
i testi, come anche VDS che, spesso, scriveva, se non i versi, le trame delle
canzoni; si accreditava solo le musiche.
Ave
diBO
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Andando a memoria, aggiungerei anche un Dynelectron (non sono sicuro che sia
scritto così) a forma di lira, nel periodo Aldebaran. In alcune foto
degli anni '70 mi sembra di riconoscere anche Gibson SG3 (il diavoletto alla
Jack Bruce) e anche un altro tipo di Gibson, forse il Triumph, che era "l'ascia"
preferita da Stefano D'Urso del Rovescio della Medaglia.
Il bassista ed il basso di Fuoco? Troppo facile: Mario Scotti con l'Alembic!!!!
P.S. Avendo citato Stefano del RdM, suggerisco a tutti di acquistare "Contaminazione"
in quanto una vera chicca di Progressive, "contaminato" (c'è
lo zampino di Louis Enriquez Bacalov, stranamente!!!) dalla musica classica
di Bach. Cioè, è il contrario, ma va bene lo stesso!
Ciao
GL
Continuiamo con la sezione ritmica.
Su cosa ha pestato, in tutti questi anni, il Gianni?
A parte le varie batterie acustiche, dagli anni '80 in poi, il suono della
batteria è stato integrato da qualche "aggeggio" elettronico
o sbaglio?
Ciao
GL
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Ciao,
provo a dare una infarinatura (immagino che Fabio possa essere più
preciso).
Dalla metà degli anni 70, GB ha usato delle HI-Percussion per passare
dal 78 all'82 alle baterie Premier, dove utilizzò anche degli octoban
della Tama. I piatti erano Zildjan e Paiste (all'epoca delle HI-P usava i
Tosco e gli italianissimi UFIP).
Successivamente passò alle Gretch che usò fino all'87, quando
integrò il suo drum-set con delle elettroacustiche di vaie marche con
cuore Simmons. Non gli ho mai visto usare le Ludwig (il che ovviamente non
vuol dire che non le abbia mai usate).
Le batterie Premier, gli piacevano moltissimo e la ditta Monzino (che riforniva
di molti strumenti tutto il gruppo) nei suoi cataloghi ha utilizzato la sua
immagine accanto a quella della Premier.
Ave
diBO
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Dunque, Dibo è sempre informatissimo.
In effetti, il Belleno non ha cambiato tantissime batterie nella sua carriera.
La Hip-Percussion,italianissima, andava molto di moda all'epoca : la utilizzavano
tra gli altri anche De Piscopo, e Golzi dei Matia Bazar.
Era caratterizzata da tamburi ad una pelle sola, detti anche melodici. Le
misure erano (in pollici) due casse da 22",6 toms:10",12",13"14"
15" e due timpani rispettivamente da 16" e da 18".Rullante
14x8. I piatti erano Tosco.Altra batteria famosa è la Premier, quella
di Fs per intenderci:modello resonator da 8 pezzi, con i toms tagliati sotto,
denominati cut-off. Cassa 22", tom 10" 12" 13" 14",
timpani da 14" e 16". Rullanti vari a seconda dell'estro. Lo strumento
in questione è stato infine regalato (?) ad alcuni ragazzi.
Gianni è felice possessore di una Gretsch particolare, quella del centenario
della casa. Non ho le misure precise, però ha i cerchi tendi pelle
in oro. Dopo la parentesi Simmons, e la tourneè con la Oxa (con una
Gretch), rieccolo con il Mito con una Yamaha 9000 in acero, piatti Zildjian
serie K, tanto cari ai jazzisti, e al suo idolo Steve Gadd, abbinati anche
a qualche paiste, con misure larghe, attorno ai 16 pollici.
Fabio Simoni
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Per quanto riguarda la strumentazione del Belleno negli anni '60.
su questa pagina http://www.fetishguitars.com/html/varie/batterie.html
in cui si parla delle batterie hollywood e hipercussion, Gianni Belleno è
citato tra gli utilizzatori della hollywood. Ci si riferisce moooooolto presumibilmente
agli anni '60 e inizi '70 (anche perché dopo la hollywood è
pressochè scomparsa, ha resistito per un po' negli ambienti non professionali
e si è estinta): in effetti in quel periodo la hollywood (italianissima)
era diffusissima, assieme alla (migliore e più prestigiosa) Ludwig.
GFR
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E chi non è partito con una Hollywood ?
Probabilmente, se stiamo qui ad elencare tutte le batterie che ha avuto il
Gianni, andiamo avanti per mesi.Io stesso lo ricordo con una Slingerland,ed
una Rogers. Spesso però, sono batterie che sono state prestate ad hoc
per determinati eventi, spesso televisivi.Ho visto a Genova una batteria Remo
che, a detta del negoziante, era di Gianni Belleno. Con il mio intervento
ho voluto citare le batterie più famose e rappresentative di Belleno.
Fabio Simoni
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Ok, ci siamo, avete aspettato che si risolvessero le incombenze del Chiarugi
e della sezione ritmica, ma ora si passa ai due big della formazione.
Nico e Vittorio. Che mi dici, DiBO?
GL
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Ciao,
dunque Vittorio ha usato non moltissime chitarre. Del primo periodo si ricordano
una Gibson Les Paul e una Yamaha, oltre alla inevitabile Rickenbacker.
Per le tastiere agli inizi utilizzava il sacrosanto B3 Hammond e varie tastiere
dell'epoca.
Dal periodo post 76 in avanti ha usato Ibanez Artist nel periodo FS, Blade
e Steinberger GR nel periodo 89-92. Per le austiche ha provato di tutto, ma
rimane un fedele delle Martin. Nel periodo 77-80 usava anche Gibson acustiche.
Per le tastiere oltre al Piano CP70 e poi CP-80, ha utilizzato Roland D50,
Ymaha SY99 (per moltissimi anni dal 83 al 96 per tornare ai Roland attuali.
Anche lui ha utilizzato l'ARP Syntethizer nella fine anni '70.
Dei flauti non so un tubo (quello attuale è Yamaha), se non che inizialmente
Vittorio suonava un flauto dritto (primissimi anni del gruppo).
Qualcos'altro mi è sfuggito, se mi verrà in mente integrerò.
Ave
diBO
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Tra le chitarre di Vittorio, ricordo (grazie ad alcune foto dell'epoca) una
Fender Stratocster nera con battipenna bianco, decorata con delle stelline
(argentate?). Credo che l'abbia usata molto nel periodo NT Atomic System.
Ciao
GL
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Andando in ordine cronologico, ritengo sia venuto il turno di Maurizio Salvi.
Le prime note sulla strumentazione dei New Trolls, appaiono su "UT"
e citano: organo, piano, sintetizzatore ed Eminent.
L'immancabile sound dell'Hammond non lascia dubbi sulla marca dell'organo
in questione, il pianoforte risulta essere una "reliquia" utilizzata
solo in studio, così come l'Eminent. Si può solo supporre la
marca del sintetizzatore, cioè Moog, ma si riesce a sapere qualcosa
di più preciso?
Ciao
GL
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Ad un certo punto Giorgio D'Adamo, per motivi mai completamente specificati
(servizio militare? Fuga d'amore con Patty Pravo? "Odorato" già
aria di crisi?) lascia il suo ruolo di bassista-autore dei testi ed al suo
posto subentra l'italo-canadese Frank Laugelli.
Il buon Frank suona a sua volta il basso e collabora alla stesura dei testi,
sia inglesi che italiani.
Da quel che ho visto in varie foto, il nostro ha sempre smanacciato su un
Fender Jazz (IL basso per eccellenza, giustamente visto che ce l'ho anch'io..!!!!),
ma sulle note di copertina di "UT" e "Canti d'innocenza, Canti
d'esperienza" viene citato un non ben identificato basso acustico. Che
sia il contrabbasso?
Che dice Sensini?
Ciao
GL
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Ciao,
no, a quell'epoca andavano molto di moda i bassi acustici identici a chitarre
acustiche con corde da basso. Ne sfornavano sia Gibson che Yamaha (lo stesso
Giorgio D'Adamo ne sfoggiò uno molto bello della Gibson nella seconda
puntata di Superstar nella quale i NT interpretarono un medley acustico dei
gruppi italiani anni '60).
Il suono che ne usciva era meno cupo dei contrabassi, quindi più moderno,
ma mancava totalmente di buon soustain. Bisognava perciò evitare di
suonare note lunghe pena la "sparizione" del suono.
Ave
diBO
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Stimolato da Sensini a riscoprire le linee di basso di Giorgio D'Adamo, mi
è balzato ... all'orecchio l'inevitabile confronto con l'altro 4 cordista
dei NT.
Devo convenire con il Sensini che, fatti i debiti paragoni, Giorgio strabatte
alla grande Frank Laugelli.
Infatti ho constatato diverse imprecisioni esecutive di quest'ultimo, specialmente
nei brani" A land to live a land to die", "To Edith" e
quà e là in "UT".
Sì insomma, alcuni fuori tempo e la scelta di qualche nota non proprio
consona all'accordo suonato dagli altri strumenti.
Adesso mi piacerebbe sapere quale fu il criterio di scelta, per il sostituto
di GD'A.
Qualcuno ne sa qualcosa?
P.S. Giorgio D'Adamo for President!!
GL
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Ciao,
in realtà nessun criterio. Le sostituzioni avvengono quasi sempre perché
si conosce qualcuno, lo si fa suonare e ci si trova bene.
Tieni anche conto che "l'imprecisione" di Frank era d'aiuto a Gianni
che, spesso, causava problemi ai bassisti precisi (lui tende infatti a improvvisare
sempre e, spesso, inserisce ritardi o anticipi di 32simi o 64esimi che non
aiutano certo i bassisti/metronomo).
Ave
diBO
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Ciao, negli anni '70 non si suonava e non si registrava con il click. Imprecisioni
e ritardi se ne ascoltano a iosa, in tanti dischi: andarne alla ricerca è
come cercare il pelo nell'uovo, ma se si ha costanza il pelo si trova.
A me pare che in "searching" in effetti ci sia qualcosa di strano,
soprattutto nella parte cosiddetta "live" (è per questo,
o anche per questo, che è stata mascherata come tale?). Ma non solo
da parte di Laugelli. La registrazione e il missaggio della parte cosiddetta
live non sono perfetti; in più, spesso ci sono le "voci del pubblico"
che sovrastano la musica. Ma sotto sotto... forse c'è qualcosa: mi
pare di cogliere che, se i livelli dei vari strumenti fossero stati al loro
posto e si fosse ascoltato tutto con nitidezza, si sarebbero evidenziati molti
difetti. Che sono poi comunque i difetti delle registrazioni in presa diretta
e in session.
Questa è sicuramente la parte dell'album meno curata, ma è possibile
(in quel mare di creatività e di variazioni - e forse anche di improvvisazioni
o, comunque, di parti non perfettamente decise a tavolino) che qualcosina
sia scappata anche nella 1^ parte del disco. Perdonabile (tutto), giacché
è comunque un grande album.
In "A land to live a land to die" ho notato un passaggio (brevissimo)
un pochino confuso ma vai a capire chi è che.... ha creato la confusione.
Stabilito che errare humanum est (live ho visto stecche da far accapponare
la pelle anche da parte di Nico e di Belleno) io sono dell'avviso che D'Adamo
è un bassista molto creativo ed efficace nei periodi beat e prog, e
che Laugelli è la persona adatta con gli Ibis e con i NT di "Ut"
e di "Searching" (anche perchè vi ha contribuito - o così
pare - attivamente, stando ai credits degli albums): poiché non sappiamo
affatto, oltretutto, come avrebbe suonato questi brani chiunque altro, o se
anche se i brani sarebbero stati gli stessi senza il Laugelli, teniamocelo
(se andiamo a caccia di "formazioni ideali" non ce ne usciamo più).
GFR
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Dubito che i controtempi di Belleno (eseguiti sul hihat)siano d'impaccio al
bassista, che dovrebbe suonare, o almeno fare riferimento, con la cassa.Anche
se a detta di molti, Gianni aveva grossi problemi con il "timing",
cioè la costanza nel tenere il tempo. Comunque le parti ritmiche funzionano
meglio con un buon bassista e un mediocre batterista, e non viceversa.
Fabio Simoni
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Ciao Fabio,
per quel che riguarda Belleno, mi riferivo proprio al suo timing a volte impreciso,
ma in realtà non era impreciso perché lo era lui, bensì
perché, nella sua voglia di improvvisare e di aggiungere, spesso (ovviamente
solo live) perdeva l'attimo per ricongiungersi con la battuta successiva.
Ma ripeto: non perché non avesse senso del tempo, ma per voglia di
aggiungere. Quando Alfio entrò nel gruppo, potendolo fare, gli hanno
espressamente chiesto di essere pulito e non affollare il ritmo.
Non è quindi questione di controtempi.
Per quel che riguarda i bassisti, diciamo che Frank suonava molto Jazzy, mentre
Giorgio era più flessibile, ma con scarsa voglia di applicarsi (in
realtà la musica lo aveva stancato già da un po').
Comunque Giorgio (parlo facendo finta di avere una palla di vetro) avrebbe
reso più variegata la ritmica: mio personalissimo giudizio.
Ave
diBO
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No, guarda sono molto restio ad accettare questa tua tesi. Io, da bassista,
non posso essere il riferimento del tempo se il batterista se ne va per la
tangente.
Da quello che ho appreso in quasi trent'anni di esperienza con vari gruppi,
se il batterista "cicca" fa andare in palla tutto il gruppo e non
c'è bassista preciso che tenga, credi a me.
Proprio ieri sera provavo con un gruppo che "dovrebbe" diventare
una tribute band dei Deep Purple. Se conosci il brano "Lazy" (una
sorta di blues swingato, per chi non lo sa), negli stacchi iniziali in levare
il batterista entrava in battere e, a dispetto dei miei disperati tentativi
di andare dritto per la strada giusta, il gruppo non è riuscito a fare
gli stacchi all'unisono.
Credo che sia un esempio giusto per quello che ho scritto.
Un altro esempio, però riguardante i New Trolls. In "To Edith"
e, precisamente, in uno degli intermezzi strumentali delle tastiere, c'è
un papocchio incredibile tra batteria e basso, che mi fa sorgere il dubbio
su chi entra prima o dopo. Cioè: Gianni rulla sul rullante in anticipo
e Frank si affanna per seguirlo o quest'ultimo (con un senso dell'improvvisazione
più che lodevole) si accorge in ritardo della scelta del batterista
e non ce la fa ad assecondarlo?
Attenzione, tutta questa mia analisi è solo una scusa per discutere
un po' di musica e non per "crocifiggere" Frank, che comunque rimane
uno dei miei bassisti preferiti del periodo (il non plus ultra di abilità,
lo raggiunge in IBIS, il 2° album del gruppo, con l'action delle corde
bassissima). A conferma di quanto esposto, citerei "l'incomprensione"
avvenuta ad Agrate Brianza, durante l'esecuzione di Allegro dal CG1.
Per quanto possiamo considerare bravo il bassista della "Storia",
la svista di Alfio Vitanza ha provocato un piccolo terremoto nella band (poi
è intervenuto Maurizio e tutto è andato a posto), e si parla
di musicisti che suonano da 35-40 anni! Quindi, ribadisco: il batterista è
il motore della band e il gruppo dipende quasi interamente da lui.
Certo, se poi il bassista dimentica il suo ruolo e abbandona la ritmica, possono
esserci altri problemi.
Ciao
GL
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Caro GL,
a dire il vero, l'uscita non è farina del mio sacco, ma di tale Alfredo
Golino. Se pensi che Steve Gadd indica nel bassista il reale portatore del
tempo abbiamo fatto tombola.Con questo non voglio dire che loro hanno ragione,
ma che la questione è solamente una questione di opinioni e punti di
vista. Nei miei venticinque anni da batterista ne ho viste di cotte e di crude,
comunque con un buon bassista si suona meglio, dove per meglio, intendo facilmente.
D'altronde anche un mostro di batterista fatica quando il bassista va per
la tangente.
Ma credo che il succo del discorso sta nelle tue ultime parole : "Se
il bassista dimentica il suo ruolo ritmico" cosa succede ? E' comunque
bello discutere di queste cose sul forum. Ho apprezzato moltissimo l'accopiata
Lavelli/Belleno, due motori ritmici eccellenti.
Indubbiamente, la concentrazione e la costanza non sono il punto forte di
Gianni.
Il fuori tempo poi, per un batterista è una catastrofe, anche se personalmente
io ho sentito il Belleno sempre suonare a livelli altissimi. Sui tamburi è
quello che mi ha influenzato più di tutti. Quando un musicista ti trasmette
qualcosa, è fantastico. Ti saluto con invidia, perché tu suoni
i Purple, e io no.
Fabio Simoni (the Sonor drummer)
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Arriviamo ad Atomic System.
Vi troviamo una serie di strumenti mai usati prima dal gruppo.
In primis il famosissimo Mellotron, poi il clavinet e una serie di sassofoni.
Non ultime, ci sono le percussioni del piccolo pakistano Ramasandiran ecc.
ecc.
De Scalzi, oltre a cimentarsi con le tastiere, rispolvera la Fender Stratocaster
(almeno le sonorità "sembrano" fenderistiche), mentre Giorgio
D'Adamo (il ritorno) si avvale del Rickenbacker (e si sente più che
bene!).
Qualcuno è in grado di fornire maggiori dettagli sul tipo di tastiere
e sulla batteria di Tullio De Piscopo? E non dimentichiamo le chitarre di
Nico!
GL
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Ciao,
non avendo molto tempo attualmente, mi limito ad elencare in ordine più
o meno cronologico i principali modelli usati da Nico. Premetto: Nico ha usato
praticamente tutto quello che è uscito sul mercato ma, in particolare,
mi riferisco a ciò che ha usato nei dischi e nelle tournee.
All'inizio furono una Davoli e una Yamaha (tra i primi ad averla usata in
Italia). Seguirono una Fender e una Gibson Standard e una Les Paul, queste
ultime molto presenti in CG1, Searching... e UT (Nico ha quasi sempre preferito
chitarre più aggressive nei Live e calde nei dischi). Il periodo UT-IBIS
fu caratterizzato da Fender in primo luogo (pochissimo la telecaster, abbastanza
la strato).
Dal '76 ha usato Fender Strato (molto in CG2), e moltissime Yamaha (SG800,
SG1000 modificata, SG2000, quest'ultima abbandonata per una minore versatilità
e diventata la preferita per molti anni di Ricky).
Nei live del periodo (78-81) lo si vedeva spesso con una Gibson Explorer.
Nel periodo 78-80 il suo set live era composto da Acustica Gibson, elettriche
Fender stratocaster (la famosa rossa con spalla superiore tagliata che gli
è stata poi rubata), Gibson explorer e Gibson The Paoul, versione meno
prestigiosa della Les Paul, ma più grintosa e più leggera.
Il treno lo registra e lo esegue live con la Yamaha SG1000 (legni della SG2000,
pickUp della SG800: uscì in edizione limitatissima ed è difficilissimo
trovarla).
Nel periodo America OK, usa le solite Yamaha, ma in studio registra le parti
quasi esclusivamente con la HR Fusion della Gibson, una meravigliosa chitarra
semiacustica che ha sfoggiato anche in occasione di alcuni passaggi televisivi.
Dal vivo mai, essendo quest'ultima una chitarra non adatta agli strapazzi
del live.
Comincia ad usare (per contratto di promozione) la Peavay, la quale prepara
un modello apposito per Nico (denominato Special), mentre Ricky ne suona uno
commerciale.
Questo fino al tour di "Tour" (?!?).
Dal 1987 in poi Nico inizia un periodo di transizione (Paul Red Smith, Rickenbacker
12 corde, Larrivee) che lo portano per il periodo 90-96 ad usare moltissimo
le Steinberger (modelli GR, GH e GM senza paletta; poi preferì un modello
con paletta reverse e ponte tremolo bloccato).
Gli ultimi anni lo hanno visto cambiare diversi modelli, ma sul palco aveva
sempre una Ibanez di scorta.
Nel periodo 76-78 ha usato anche l'ARP Avatar come guitar sinth e pochissimo
il Roland GR (usato molto da Ricky).
Nel periodo 80-83 ha suonato anche il basso. In studio e live solo ed unicamente
l'Ibanez MC924. Nelle tournee del 93-96 sul palco c'era uno Steimberger QS
che divideva con Ricky (tranne il brano iniziale del tour 94 in cui lo suonava
Vittorio mentre eseguivano una cover di un brano di Brian Adams).
La lista è ovviamente lacunosa, ma per i dettagli preferirei rispondere
direttamente a domande specifiche.
Ave
diBO
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Mi pare di ricordare che ai tempi degli IBIS, Nico utilizzò anche una
steel-guitar (sì insomma, la chitarra "hawaiiana" alla Santo
& Johnny), in particolare nei brani "Passa il tempo" e "Dedicated
to Janis Joplin".
Detta steel-guitar viene usata in "Bella come mai", per poi scomparire
definitivamente (quando li ho visti in concerto nel 1975, sul palco c'era
ed l'ha usata proprio in "Passa il tempo") dal parco strumenti.
Appare quasi certo che, a parte in"Passa il tempo" (mi sembra di
sentire la "manina" di Maurizio Salvi), le tastiere in IBIS le suoni
Nico come pure faceva in concerto con il medesimo gruppo. Dovrebbe avere avuto
a disposizione "almeno" un piano elettrico (diciamo il classico
Fender Rhodes, dai), una tastiera simil-violini (Solina?) e il classico synth
(Moog? A.R.P.?).
Durante la tourneè della reunion del '75, sia lui che Ricky "aiutavano"
Vittorio (ricordo la bellissima versione a tre tastiere di "Signore,
io sono Irish" che meriterebbe di essere ripresa), ma in quell'occasione
non saprei dire di chi fossero gli strumenti.
Ciao
GL
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Ciao,
penso che agli inizi, periodo pre-Concerto Grosso ci siano stati i vari fender
rhodes,probabilmente organi hammond e vox continental che mi pare sia presente
anche in una foto di copertina.
Ho una curiosità che riguarda il pezzo su cui venne usato il farfisa
synthorchestra che veniva citato nella strumentazione sulle note di copertina
di cg 2, mentre presumo che l'intro del primo movimento,come confermato dallo
stesso Vittorio,sia stato fatto con l' arp,ovviamente sovraincidendo visto
che era un sinth monofonico.
Comunque il maggior sfoggio di strumentazione tastieristica è stato
nella tournee di aldebaran con l'uso dei primi polifonici veri ( korg 1000
e 2000) e del cp 70 yamaha e in seguito nel tour della barchetta con il cs
80 yamaha ,il top dell'epoca e mi pare il polymoog.
Dario
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Ricordo anche il MusicMan Sabre senza tasti, usato per Quella luna dolce.
P.S. Che brano facevano di Brian Adams?
Ciao
GL
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Per quel che riguarda il Musica man, è stato usato anche in "Il
treno", nel corpo centrale, ed era suonato da Nico, mentre Ricky suona
nel ritornello (il motivo fu che Nico creò la parte che possiamo ascoltare
nel disco, che venne sostituita a quella originariamente suonata da Ricky,
il quale aveva registrato tutto il brano).
Curiosità: pur avendo sempre suonato il brano dal vivo con Nico alla
chitarra e Ricky al basso, esiste un loro video (uscito in TV in uno speciale
con Vittorio Salvetti) in cui compare proprio Nico al basso e Ricky (in una
situazione live ricostruita per il video) alla chitarra. Nello stesso programma,
eseguono "Il Serpente" e "La signora senza anelli", nel
cui video Gianni scimmiotta Stewart Copeland nel suo tipico balletto saltellante
con tanto di agitare di bacchette. Nello stesso programma venne anche eseguita
(ma non completa) "Quella luna dolce".
Ave
diBO
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Mi sembra di ricordare in una delle prime uscite in tv, dopo l'incidente,
che Nico si presentò con una specie di chitarra blu-viola, destra e
soprattutto con un pad al posto delle corde.
Quindi adesso mi chiedo:
1)Qualcuno se la ricorda???
2)Che fine ha fatto???
LAZZO
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Ciao,
la chitarra era un modello molto in voga nella metà degli anni 80 e
evolutosi nel tempo, ma molto poco usato. Uno dei più affezionati utilizzatori
fu Allan Holdsworth. Quella usata da Nico aveva al posto delle corde (finte:
servivano solo per simulare la pennata del chitarrista) dei pad che toccati
facevano patire il suono prescelto. In realtà fu un tentativo per restituire
a Nico il ruolo di chitarrista. Ruolo che se fatto in quel modo era visto
da Nico come innaturale e non rispondente alle sue aspettative. Per questo
abbandonò l'idea buttandosi sulle tastiere che per lunghi anni ha suonato
(ricordo che sono sue le tastiere su Ibis e in alcune parti di Amici) e che
gli davano più soddisfazione. La chitarra in questione è un
modello evoluto della Synthaxe
Ave
diBO
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