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                    IL FRANK DEI MITICI NEW TROLLS
   Franco Laugelli, Toronto, New York, Italia e ritorno a Toronto
Il calendario segnava il 1968: il mondo stava cambiando sotto i colpi della rivoluzione, ovunque sventolavano i modelli di Mao e del Che, il cambiamenti portati dalla rivoluzione investirono ogni settore della società. Erano gli anni della rottura, della contestazione, della musica pop. Gli anni in cui Lucio Battisti, Fabrizio De André, i Dik Dik, Mina, i Formula Tre e i New Trolls si presentavano come i testimoni dell'inversione di tendenza.
"Eh sì, gli anni in cui La Bussola di Viareggio era la culla della mondanità, in cui giravo l'Italia e il mondo con Nico, Gianni, Vittorio e Maurizio". Corre veloce la memoria di Franco Laugelli, il Frank dei mitici New Trolls, sangue calabrese nelle vene, la musica dei leggendari James Brown e Tony Bennet nel cuore. Per sette anni è stato il batterista della band, poi nel '75 l'abbandono e il rientro in Canada. Ora il suo nome è legato alla "Next Millenium Productions", la casa discografica che ha fondato sette anni fa per lanciare nel firmamento musicale i talenti italocanadesi. Come Diana, 16 anni e nonni emigrati dall'Abruzzo, la nuova Celine Dion alla prese con il suo primo disco.
"Scoprii la passione per la musica a dieci anni: un anziano signore mi regalò una chitarra. Era rotta e vecchia, ma non mi persi d'animo. La sistemai con cura e tornò come nuova. Fu l'inizio di una passione e di un'amore. Nel frattempo, mi trasferii a Toronto da Amaroni, ed iniziai a frequentare scuole di musica: per affrontare le spese vendevo giornali e pulivo le scarpe ai passanti. A 13 anni fondai il primo complesso con i compagni di scuola. Si chiamava Four Assis. A 16 andai negli Stati Uniti e suonai a Boston e New York. Poco dopo, però, tornai in Canada e tentai la grande avventura in Italia con il secondo complesso The Stroke Review. Era l'inizio del 1968. Facemmo numerosi concerti ma dopo sette mesi il gruppo si sciolse. Gli altri otto musicisti rientrarono in Canada ma io no. Restai lì e tentai il tutto per tutto".
Ed ecco l'incontro con i New Trolls che all'epoca erano all'apice del successo...
"Conobbi Gianni e Nico che mi chiesero di entrare nella band", racconta. "Fu l'inizio di un periodo magico, di tournée e concerti in Italia e nel mondo.
Con Pino Calvi scrissi anche la colonna sonora del serial per la televisione Pietro Sino, che poi cantò Fred Bongusto. Suonai per Lucio Battisti quando incise Acqua azzurra, acqua chiara e per Dori Ghezzi insieme a Cristiano Malgioglio, cantante e paroliere. Poi c'era Lucio Battisti, un ragazzo molto timido ed introverso. Non dimenticherò mai quando lo vidi per la prima volta nella Galleria del Corso a Milano, luogo di ritrovo per eccellenza di cantanti e vip. E ancora Mina, mangiava sempre spaghetti e beveva birra".
Poi, nel momento dell'escalation al successo abbandonò tutto. Addio New Trolls, addio carriera, addio successo.
"Nel '75", dice "tornai a Toronto per rivedere i miei genitori e conobbi mia moglie. Fu un vero e proprio colpo di fulmine. Capii immediatamente che il mio posto era lì, accanto a lei, che il mio futuro era con lei. Telefonai ai miei colleghi e gli dissi: "Non torno, mi sposo". Mi dissero che ero diventato matto, che non potevo abbandonare tutto. Dopo pochi giorni venne qui il maestro Augusto Martelli, mio grande amico, e cercò di convincermi a tornare in Italia. Le sue prime parole furono: "Io mi sono sposato sette volte e nessuna è stata quella giusta. Tu cosa pensi di fare?:. Ma fui irremovibile, ormai avevo preso la mia decisione. E I rapporti con gli altri New Trolls sono rimasti ottimi. Ancora oggi con Gianni e Ricky ci sentiamo spessissimo".
Nonostante la fine del sodalizio con il complesso presto passato dalla storia alla leggenda la carriera di musicista continuò.
"Dopo il matrimonio scrissi testi e musica per cantanti italocanadesi come Giulio Paonessa che con una mia canzone trionfò al Festival di Portorico e si piazzò al secondo posto a Palma di Maiorca. Poi, all'inizio degli anni '80 sentii la necessità di cambiare vita, di dire addio alla musica" racconta. "Volevo tagliare i ponti con il passato, ero stanco. In quel periodo nella mia mente suonavo sempre, ma in pratica rifiutavo di assistere a concerti ed audizioni. Sapevo benissimo che farlo significava rimmergersi di nuovo in quel mondo. Ho tentato di stare lontano dalla musica e da tutto ciò che comporta. Almeno fino a sei anni fa quando fondai la Next Millenuim Productions. Ed ora la musica è la mia grande passione e quella dei miei figli: di Sara che ama cantare e di Giuseppe che suona la chitarra. Ma anche in Nunzia Francesca la vena artistica non manca. Le piroette sulla pista da pattinaggio lo testimoniano. Per il piccolo Gianfilippo, invece, è ancora presto".
Simona Giampaoli/News ITALIA PRESS