Parlare
del 1968 nella musica richiederebbe una vera dissertazione, ben oltre i dodici
volumi che Fabio, un nostro amico, ha prospettato per la biografia dei NT. E'
ovvio che la musica sia stata un canale privilegiato per la protesta, Woodstock
era dietro l'angolo tanto quanto Praga o il Vietnam, l'energia del rinnovamento
attraversava nota per nota e faceva esplodere generi ormai definiti. Ogni genere
andava stretto ai NT, ormai il gruppo favorito dalla critica italiana.

Qualcuno
ha detto che i NT furono sicuramente il primo gruppo italiano a fare del rock
di pari passo con gli stranieri anche se Vittorio De Scalzi, in una sua intervista
rilasciata nel 1979, sembra volerlo negare: "Non avevamo inventato niente, né
i capelli lunghi, né le pellicce rubate negli armadi dei parenti. Ci portavamo
sulle spalle il peso enorme della campagna pubblicitaria dei Beatles. Inconsciamente,
abbiamo sempre seguito le mode. Forse oggi per la prima volta cerchiamo razionalmente
di evitarlo. Ma allora suonavamo con l'impeto dei giovanissimi e non ci facevamo
caso: se a Nico piaceva Hendrix e suonava la chitarra con i denti, la cosa era
talmente spontanea che sembrava fosse nato con la chitarra fra i canini, e nessuno
gli andava a dire: Guarda che lo fa già qualcun altro."
La
ricerca di una identità musicale attraverso la rielaborazione del folk e dell'hard
rock, della lirica e della ballata portò naturalmente alla realizzazione del
primo "concept album" italiano che fu anche il primo LP della band: "Senza orario,
senza bandiera", nato dalla collaborazione con Fabrizio De André, Riccardo Mannerini,
Giampiero Reverberi, già arrangiatore per L. Battisti e Le Orme. Quanto il primo
lavoro dei NT abbia significato per la professionalità del gruppo emerge dalle
parole di un'intervista rilasciata da Nico Di Palo al giornalista M. Formentin:

"E'
stato uno dei dischi più belli della nostra carriera e che ha determinato una
svolta nella nostra carriera. Oltre ad essere stato il nostro primo L.P., è
stata importantissima l'influenza che ha avuto su di noi De André (che, oltre
a produttore con Giampiero Reverberi, è stato coautore). Prima eravamo più immediati:
entravamo, suonavamo e via. Lui ci ha costretti a professionalizzarci, preparandoci
senza saperlo al <<Concerto Grosso>>."
La
metafora della ricerca dell'anima, di una terra, di un'identità che non era
solo musicale, ma rispecchiava una determinata fase politica e sociale dell'Italia
del tempo attraversa i dieci brani che compongono l'album: l'irlandese senza
casa vaga alla ricerca della sua Eire proprio mentre il conflitto fra l'IRA
e gli Unionisti diventa sempre più drammatico; il viaggiatore percorre le strade
del mondo, conosce il dolore e le gioie semplici e "andrà ancora per le strade
del mondo"; Susy Forrester cerca di fermare la sua bellezza che il tempo porta
via; Tom Flaherty grida il suo amore all'universo, ma non ha il coraggio di
gridarlo alla donna che ama… Eppure basterebbe poco per raggiungere quanto si
sta cercando: anche una vecchia bicicletta per Irish seduto sul prato ("Signore,
io sono Irish", ottima interpretazione di Vittorio De Scalzi).

Il
primo "concept album" italiano venne realizzato esattamente un anno dopo "Days
of Future Passed", l'opera rock dei Moody Blues, e un anno prima dell'opera
rock "Tommy". E, tra la fine degli anni 60 e l'inizio dei 70, i NT incidono
tutta una serie di singoli di successo, diversi dei quali sono sigle televisive
(incidono per la Fonit Cetra, la casa discografica legata alla RAI). E' dell'ottobre
1969 il grande successo di "Miniera", tuttora tra i brani più richiesti dal
pubblico e riproposto dai NT nei loro concerti. I singoli pubblicati separatamente
vengono poi raccolti nell'album "New Trolls" (1970). Nel frattempo, il tastierista
Mauro Chiarugi aveva lasciato la formazione.
Ormai
la ricerca musicale degli anni precedenti sembrava aver assunto un suo aspetto
definitivo (credo che sembrava sia la parola più adatta, dal momento che nella
musica dei NT, così come nella stessa configurazione del gruppo, sicuramente
non c'è mai stato niente di definitivo…), certo più strutturato e professionale.
L'incontro con il musicista argentino Luis Enriquez Bacalov portò al passo decisivo
del "Concerto Grosso", tra gli album più venduti di sempre.